La rivalutazione della cartomanzia

La cartomanzia: un’arte divinatoria che si perde nella notte dei tempi e che ha bisogno di essere rivalutata

Chi si avvicina alla cartomanzia ha bisogno di una leggera informazione prima del consulto.
Il web è il metodo adatto dove attingere informazioni, perché anche se la cartomanzia non è un’arte esoterica pericolosa, ha bisogno di essere capita nelle sue innumerevoli sfaccettature.
Occorre capirne l’essenza, c’è bisogno di comprendere appieno chi è colei o colui vestito in certo modo, con la scrivania colma di fronzoli ed aggeggi per l’arte occulta.
Tranquilli, è tutta scenografia, solo un modo come un altro per darsi un tono o perché il consultante ama quel senso di mistero che aleggia attorno a questa figura che, nell’immaginario collettivo viene vista come una sorta di stregone.
Tutto sbagliato perché la realtà è un’altra e molto diversa da quella immaginiamo e dietro quella scena finta e da palcoscenico, c’è un uomo o una donna che leggono nella mente, che conoscono già i dettagli di una vita che ha scandito attimi di dolore, di ansia o di incomprensione.

I tarocchi, quelle famose 78 carte che si manipolano, non sono altro che un tramite.
Le carte sono un mezzo basilare, nessuno lo mette in dubbio ma il vero consulto sta dietro quello sguardo che scruta nell’anima al di là di quella che è la facciata di una persona.
Un bravo cartomante sa quello che deve dire prima ancora di tagliare quel mazzo e disporre le carte con il metodo gitano, celtico, a croce, semplice o con le altre metodiche che si perdono nella notte dei tempi.
Quello studio con la scrivania colma di oggetti esoterici, quell’abbigliamento un po’ fuori dal normale e quelle mani piene di anelli, non sono altro che fumo negli occhi perché la vera essenza di un cartomante si trova dentro di lui ed il consulto potrebbe avvenire anche in un’anonima cameretta di una qualsiasi soluzione abitativa.
Ce lo raccontano i nostri nonni quando accanto ad un ceppo scoppiettante di un camino, pendevano dalle labbra di qualche persona che aveva il dono della preveggenza e non utilizzava le carte e quelle mani scarne che assomigliavano a rami rinsecchiti non erano pieni di anelli, il suo abbigliamento era quello di sempre, un grembiule bianco e profumato di sapone di Marsiglia e nient’altro.
E’ lo sguardo che conta davvero, quegli occhi che penetrano dentro come se volessero scrutare nei meandri dell’anima.
I cartomanti, quelli con la C maiuscola, sono persone che hanno un passato fatto di sofferenze perché il dono della premonizione non ce l’hanno tutti, ma arriva all’improvviso come un fulmine a ciel sereno e proprio a chi non se lo sarebbe mai aspettato.

Post Author: Giulia Carrolli

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